Calcoli alla cistifellea: Cause, sintomi e cura

By | ottobre 3, 2018

Parliamo di una patologia piuttosto comune, dolorosa, che richiede spesso ma non sempre un intervento chirurgico per la soluzione del problema. Una particolare attenzione all’alimentazione e una terapia medica in alcuni casi può evitare l’intervento.

Cosa è la cistifellea

La cistifellea è una vescicola che si trova alla base del fegato, ad esso collegata attraverso un tubicino detto Dotto Biliare. La cistifellea ha una funzione importante nei processi di metabolizzazione soprattutto dei grassi.
Un altro tubicino mette in comunicazione la cistifellea con il duodeno, il coledoco che può essere sede di impianto, a sua volta di calcoli.

Cosa sono i calcoli della colecisti

I calcoli della colecisti sono dei piccoli sassolini che si formano nella cistifellea a causa di un eccesso di sali o di colesterolo che precipitano e si depositano al suo interno dando origine a masse che tendono ad accrescersi.
La dimensione dei calcoli possono variare da pochi millimetri fino anche a due centimetri andando ad invadere quasi totalmente la colecisti stessa. Il deposito di questi cristalli che vanno via via aumentando di volume prende origine da squilibri nella composizione della bile.

Cause dei calcoli alla colecisti

Esiste una certa familiarità nella formazione dei calcoli e comunque una delle cause è di origine genetica. I calcoli colpiscono prevalentemente il sesso femminile con una maggiore incidenza nel corso della gravidanza, in particolare nei primi tre mesi.

L’assunzione della pillola anticoncezionale aumenta il rischio di formazione di calcoli, perché gli estrogeni incrementano la produzione di colesterolo che può essere all’origine dei calcoli. Come detto una composizione non equilibrata della bile è una delle possibili cause della formazione dei calcoli.

Questo avviene quando il contenuto di fosfolipidi o di colesterolo, o entrambi, è eccessivo per cui si ha la formazione di cristalli di questi componenti, che fungono da nuclei di aggregazione attorno al quale si accresce la formazione litiaca.

Cattive abitudini alimentari portano ad un aumento del rischio di formazione di calcoli: una colazione troppo scarsa, digiuno o quasi a pranzo e la concentrazione di cibo in un solo pasto comportano un eccesso di “riposo” della colecisti per cui la bile ivi contenuta ristagna e sedimenta facilitando la formazione di calcoli che si sviluppano dalla formazione della sabbia biliare.

I Sintomi dei calcoli della cistifellea

I calcoli della colecisti possono non provocare sintomi particolari se non un senso di bruciore allo stomaco, un senso di pesantezza al medesimo o di gonfiore e una cattiva digestione. Questo avviene quando i calcoli crescono all’interno della cistifellea ma senza muoversi particolarmente e senza ostruire completamente il passaggio della bile.
Se uno o più calcoli si muovono all’interno della colecisti, danno origine a dolori piuttosto intensi che si possono anche irradiare al fianco, fino alla schiena.

Se i calcoli con il loro movimento vanno ad ostruire i dotti biliari, la colecisti si contrae ripetutamente nel tentativo di liberare il condotto e possibilmente espellere i calcoli: Questi dolori sono conosciuti come “Colica biliare”. Questo avviene solo nel 20% dei casi di presenza di calcoli.

Possibili complicazioni

La colecisti in questi casi si infiamma e potrebbe diventare sede di un ascesso batterico che richiede un intervento piuttosto rapido. Una delle complicazioni della calcolosi biliare è un interessamento anche del pancreas che vede istruito anche il suo dotto escretore, dando origine ad una pancreatite.

Il blocco del deflusso della bile a causa di calcoli che ostacolano il passaggio può provocare il riversamento della bile nel circolo sanguigno originando un ittero (la pelle diventa gialla), che va trattato in quanto ha anche un effetto tossico sull’organismo.

Cura dei calcoli della cistifellea

Una volta giunto alla diagnosi di calcoli alla colecisti, il medico valuterà la sua entità e potrà prescrivere una terapia medica tendente a discioglierli. Questo non potrà essere risolutivo se i calcoli sono già voluminosi o con una composizione verso la quale la terapia non è attiva.

In molti casi la soluzione consiste nell’intervento chirurgico per la rimozione dei calcoli, specialmente se i calcoli danno origine a frequenti coliche o se ostacolano il deflusso della bile.
Il primo intervento deve comunque essere rivolto all’alimentazione: cibi sani, poveri di grassi, evitando le sostanze che possono indurre contrazioni come il caffè e il té, evitare sostanze pesanti per il fegato e assumere, invece, cibi fluidificanti della bile e detossificanti per il fegato come, ad esempio i carciofi e il limone.

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